VALLANZASCA

eccomi ritornata da troppi giorni di silenzio!!! ma ahimè, la preparazione degli esami puntualmente decapita la mia vita sociale, figuriamoci quella virtuale!!! ma bando alle ciance, non vi annoiero con il mio student-stress!!

Ci tengo però a ringraziare di cuore Emme, autrice del bellissimo blog Coffee Break che mi ha inserita nella lista dei suoi 12 Blog preferiti, regalando a ognuno/a di noi un “sunshine awards”. Vi consiglio di leggere cioe che scrive. è delizioso!! Emme, Grazie per le tue belle parole, appena avrò un po’ di tempo in piu ricambierò il favore!!! =)


Nel fine settimana sono andata a vedere un film di cui avrete sicuramente sentito parlare, VALLANSCA GLI ANGELI DEL MALE.
 Be devo dire che è davvero un gran bel film. Il tocco di Placido si vede, i toni e le immagini fanno riecheggiare le atmosfere di Romanzo Criminale (scusate non ho trovato un trailer migliore), godetevene un assaggio dal trailer ufficiale

La storia parla del criminale Renato Vallanzasca  Constantini che negli anni ’70 ha cominciato come ladro per poi arrivare a macchiarsi di crimini come l’omicidio, il sequestro e l’evasione dal carcere. Attulamente sta scontando 4 ergastoli e 260 anni di reclusione.Un criminale a volte spietato ma sopratutto che si è più volte  beffato della giustizia, le sue “sfide” alla polizia sono entrate nell’immaginario comune.

 Dal film emerge però sopratutto il lato umano di quest’uomo…uscita dalla sala devo ammettere che mi stava pure simpatico. L’accusa di aver fatto “un’apologia di un criminale” infatti ha messo il film al centro delle polemiche durante il 67° Festival Del Cinema di Venezia, e la richiesta del vero Vallanzasca di potersi recare alla prima ufficiale – da ricordare che sia lui che la moglie Antonella D’Agostino hanno collaborato alla realizzazione del film per garantire la veridicità- non ha di certo aiutato, sebbene non sia stata accolta.  Sembra infatti che alla fine della proiezione del film fuori concorso nella sala sia calato il gelo…La “cronaca” della conferenza stampa può però aiutare a capire quali fossero i reali intenti del regista, che ha dichiarato di aver voluto <<Attraversare anche il male che è in noi.  Negli anni ’70 Vallanzasca è  stato un mito, perché aveva quella simpatia che ho messo nel mio film, quella leggerezza che spiazza. Poi, certo, è un criminale, e il film vuol fare proprio questo: indagare il suo mistero. Lui comunque si è assunto la responsabilità di tutti i delitti anche se sappiamo non sempre vera. Non ha mai sparato su persone inermi, non si è mai arricchito, non ha un soldo in banca>> <<Volevamo mostrare al pubblico un uomo che con la sua amoralità – o se vogliamo, un codice etico decisamente discutibile – stimolasse la moralità del pubblico>>

Anche il protagonista Kim Rossi Stuart-la cui somiglianza con “Renè” è in certi momenti spiazzante- si è espresso in difesa del film dichiarano <Prima di scagliarsi contro una persona folle e selvaggia nel suo modo di affrontare la vita, tutti quanti dovrebbero fare un’autocritica, un’autoanalisi molto profonda>> visto che, sempre nella sua opinione, la persona di Renato Vallanzasca deve il suo successo mediatico e la sua popolarità esclusivamente alla società << basata sull’egoismo, sul profitto, sulla manipolazione degli esseri umani‘>> e ha anche aggiunto  <<Credo che Renato avrebbe potuto fare tante altre cose nella vita ma lui stesso dice di esser nato per fare il ladro. E’ una persona che ha portato la propria esistenza all’autodistruzione, forse non si riconosceva nella legge ed è entrato in un tunnel senza via d’uscita>>
Critiche e risposte non da poco devo dire, visto che non sono stati risparmiate “frecciatine” verso la politica, a dir di Placido <<Ci sono persone che siedono in Parlamento che hanno fatto peggio di Vallanzasca.>>

Di certo riconferma il fatto che in Italia abbiamo sempre avuto una passione per i criminali – ogni riferimento a persone realmente esistite o fatti realmente accaduti NON è puramente casuale-

L’unico modo per capire questo film è andarlo a vedere anche perchè aldilà della trama discutibile, è realizzato in maniera eccellente, e per lo meno suscita la curiosità dello spettatore verso un periodo storico a noi molto vicino e di cui si parla troppo poco…basti pensare ai programmi di storia delle superiori che raramente soltanto si avvicinano a quegli anni.

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3 commenti

Archiviato in Film

3 risposte a “VALLANZASCA

  1. Sono andata a vederlo oggi: mi ha piacevolmente sorpreso…pensavo sarebbe stata una scopiazzatura sulla scia del successo di Romanzo Criminale e invece no. Credo però che sia un film da "prendere con le pinze" perché forse porta troppo il pubblico a simpatizzare per il personaggio Vallanzasca, è un film che va visto "con la testa". Detto questo, ho adorato il montaggio e la fotografia, secondo me migliori di quelle di Romanzo Criminale e Kim Rossi Stuart, be' che dire: sublime! Secondo me un'interpretazione che supera di gran lunga anche quella del Freddo, che comunque avevo amato alla follia.

  2. dato che una volta a settimana (o ogni due settimane) ci piace andare al cinema, e spesso dobbiamo saltare l'appuntamento perché i film di qualità scarseggiano, che dire se non che stavolta mi sa che avremo il film da vedere? :)grazie per la recensione!

  3. Adoro Placido come regista.. ha un modo di guarare la vita che è molto simile al mio…Questi film non l'ho ancora visto, ma hai fatto una bellissima recensione… Lo vedrò di sicuro…

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