10 GIORNI IN MAROCCO



Mia madre ed io abbiamo approfittato delle vacanze pasquali per regalarci un viaggetto. Dopo la splendida esperienza dell’anno scorso in Giordania ( qui il link per la giornata dedicata a Petra), ci siamo tolte un altro desiderio che avevamo da un po’: il Marocco. Il percorso scelto è stato “Citta imperiali e oasi” offerta dalla Turisanda, che ci ha fatto toccare le città di Casablanca, Rabat, Fes, Erfoud, Ouarzazate e Marrakech.

Qualche parola sull’organizzazione: nonostante ci fosse stato detto dall’agenzia viaggi che questo era il servizio migliore per visitare il paese, non è stato “splendido splendente” come la Best Tour. Spesso i ristoranti scelti per i pranzi erano scadenti e ahimè sporchi, senza contare che il menu concordato era sempre lo stesso, insalata marocchina (che marocchina non era), tajine di pollo e dessert di arance,

 salvo alcune piccole varianti poco rilevanti. Insomma le eccezioni si possono contare su una mano, e avanzano parecchie dita. Per gli hotel stesso discorso, si passava da posti tristi e trascurati a colossi turistici (anche quelli con i loro scheletri nascosti). C’e da dire che non è affatto presente l’idea della manutenzione, quindi è possibile trovare una camera enorme e superaccessoriata con la doccia rovinata o la vista sul cantiere. Ma per fortuna sia mia madre ed io che le due simpaticissime signore (Nora e Fabia) con cui abbiamo viaggiato, eravamo lì non per crogiolarci nel lusso alberghiero ma per visitare il paese, perciò bando alle ciance!
Eccovi qualche notizia sul paese e alcune delle tante foto che vi mostrero! purtroppo per sventure di viaggio il mio unico mezzo è stato l’iphone, che pero devo dire invidia ben poco ad una normale compatta!!










Ecco quindi qualche riflessione sull’impressione che mi ha dato il Marocco. E’ davvero un paese molto povero, oserei dire che negli occhi della gente si vede proprio la miseria. Altro che crisi con Monti, adesso capisco perchè molti partono verso l’Italia credendo di trovare il paese dei balocchi. Ci sono paesini in mezzo al nulla assoluto, e viene spontaneo chiedersi “che cosa fanno qui? e i bambini andranno a scuola?”. Cosa curiosa è che anche la piu povera delle case possiede una parabola, una piccola finestra sul mondo.








Come ci ha spiegato la nostra colta guida, il paese è passato dallo stato di colonia francese a paese libero, e il ritirarsi del paese europeo ha lasciato un vuoto che i marocchini hanno riempito con la religione. Ma non c’è stata una vera evoluzione da un punto all’altro, ma un passaggio netto. Questo si nota molto per esempio nell’edilizia: nel giro di 2 metri si passa dalle case di terra alle case in cemento  prive di isolanti (non a caso molti bambini sono malati di eczema) che ricordano come struttura le nostre case popolari, anche se la facciata dell’edificio è decorata con i colori e le grate alle finestre tradizionali. Io ho sentito molto questa sensazione di “attaccamento” piu che di “transizione”. Sensazione accentuata anche dal modo di vestire: escludendo le grandi città, è facile vedere i ragazzi vestiti con le tute dell’adidas, i jeans…all’occidentale diciamo, che si accompagnano a ragazze con l’abito tradizionale, che possiamo chiamare “velo” che, in base alla zona,non si limita a coprire solo i capelli, ma anche il volto e l’intero corpo in maniere differenti e distintive. Per una ragazza di 22 anni, abituata alla libertà nel vestire ed esprimere se stessa…bhe, è una visione che da i brividi, con tutto il rispetto parlando.

 





Ciò che fa innamorare di questa terra sono i colori e i paesaggi, molto più vari di quanto pensassi, vi racconterò di come in certi momenti mi sembrasse di essere nel colorado o nel tibet!

 

 

 







Eccovi qualche accenno sulla storia del paese:


Il marocco è una monarchia parlamentare, il re attuale è Mohammed VI, e il capo del governo è Abdelillah Benkirane. Ottenne l’indipendenza dai francesi nel 1956 e l’anno successivo fu richiamato Mohammed V per ricoprire la carica di sovrano. Alla sua morte, nel 1961, gli succedette il figlio, con il nome di Hassan II che voleva rinforzare il potere legato alla figura del sovrano, e in quest’ottica fece approvare a solo un anno di distanza dal suo insediamento, una costituzione e indì nel 1963 le prime elezioni nazionali. La costituzione fu pero sospesa da lui stesso nel 1965 a seguito di sollevazioni popolari, causate da una difficile situazione politico-economica. Sarà solo nel 1997 che il sovrano otterrà il consenso dell’opposizione per una nuova costituzione. Le elezioni dello stesso anno videro vincere il partito dell’opposizione: l'”Unione Socialista delle Forze Popolari”, che da subito si dimostro disponibile alla riapertura delle relazioni con l’Algeria, interrotte da oltre cinquant’anni. Ma nel 2000, sotto il neo sovrano  Mohammed VI, il Marocco impedì lo svolgimento del referendum per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale inimicandosi nuovamente l’Algeria, sostenitrice del Fronte Polisario. Altra scelta di politica estera fu quella di sostenere il popolo Palestinese, rompendo le relazioni diplomatiche con Israele. Sin dall’inizio del regno di  Mohammed VI fu chiara la sua volontà cambiamento rivolta sopratutto a migliorare i rapporti tra popolazione e sovrano, resi aspri dalla politica del padre, cosi il l 30 luglio 2001 annuncia la creazione dell’Istituto Reale per la Cultura Berbera: prima di allora nelle scuole venivano utilizzate come lingue solo il francese e l’arabo, nonostante 6 milioni di persone (ovvero il 40% della popolazione) parlasse il Berbero.Con le elezioni del 2002 al governo salirono nuovamente i socialisti che approvo importanti riforme, dalle prime elezioni amministrative fino al Mudawanna, un insieme di leggi in materia di diritti delle donne


Purtroppo non ho preso nota quotidianamente delle mete toccate, e ho sopravvalutato la mia memoria ahime. Vi riporto quindi qualche foto “a random”, sperando in futuro di fare dei post più precisi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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