VENUTO AL MONDO

nterrompiamo questo lungo silenzio con alcune novità!! Sono passata a wordpress perchè per continuare a usare blogspot avrei dovuto eseguire l’upgrade a pagamento….e anche no!! Non sono molto pratica (anzi diciamo pure per niente) ma farò del mio meglio per “smanettare” anche qui.

Prendiamoci una piccola pausa dal viaggio in turchia per tornare a uno dei temi che più preferisco: libro vs film.

Qualche tempo fa sono andata al cinema a vedere “venuto al mondo” tratto dall’omonimo libro di Margaret Mazzantini, e devo dire che non mi ha delusa (cosa parecchio strana!! se non conoscete la mia opinione in proposito guardate qui).

Avevo adorato il libro, che mi aveva portato a scoprire quest’autrice piena di talento. Un libro crudo, spietato, di quelli che ti prendono allo stomaco, ma a suo modo pieno di amore e speranza. Ecco una piccola sintesi della trama accompagnata da alcune immagini tratte dal film:

la storia si apre con il viaggio di Gemma e suo figlio Pietro a Sarajevo, dove la donna ritrova un suo caro vecchio amico, il poeta Gojko. Chi è costui verrà spiegato immediatamente, in quanto la trama si “sdoppia”: da una parte la loro attuale permanenza a Sarajevo e dall’altra il racconto di come Gemma nel 1984 arrivò per la prima volta in questa terra. In questo salto nel passato conosceremo attraverso le sue emozioni tanti personaggi, tra cui Diego, il fotografo di pozzanghere, di cui si innamora follemente e con cui, attraversando varie vicissitudini, inizierà una vita insieme. Diego è un entusiasta, uno spirito libero, che la conquista con la sua gioia e la sua spensieratezza. Ma la quotidianità con un cavallo selvaggio non è facile, e quando la vita si mette in mezzo con la sua realtà, la loro piccola isola felice viene dissacrata. Oltre a problemi di lavoro, di soldi e di responsabilità, il destino pone un grande ostacolo tra loro: l’incapacità di Gemma di avere figli. Per quanto ci provino più e più volte, la gravidanza non viene mai portata a termine, e per quanto Diego continui a sperare, la fiamma vitale che lo aveva reso cosi affascinante comincia a spegnersi, creando un grande senso di colpa in lei. Decidono di tentare l’adozione, ma con scarsi risultati.

Nel frattempo in Bosnia scoppia la guerra, è sara questa a riportare la coppia nei luoghi dove si sono innamorati, e lì troveranno la soluzione al loro problema: la soluzione si chiama Aska, giovane e bellissima musicista che sogna di girare il mondo, disposta a fare da “surrogata”. Qui c’è la svolta della storia, Gemma e Diego intraprenderanno questo cammino tortuoso che spezzerà definitivamente quel grande amore che li aveva uniti: la gelosia, la delusione, le bugie saranno i grandi nemici di Gemma. Ritornati in italia, senza bambino, Diego non sarà più lo stesso, e lei si ritroverà a doverlo inseguire ancora a Sarajevo, dove troverà Aska incinta, al contrario di quanto Gemma pensasse. Alla fine avrà il bambino, che la madre biologica rifiuta con una violenza raggelante, ma non avrà piu Diego, che con uno stratagemma non salirà sull’aereo con lei. Ecco quindi la storia di Pietro, che tornando al filone iniziale sta scoprendo le sue radici, in un modo contorto e scontroso, che lo porta a ferire la madre come solo un figlio adolescente sa fare. Anche la scoperta di suo padre, attraverso la mostra delle sue foto ( che è stata la scusa con cui Gojko ha fatto tornare Gemma) sarà una continua lotta. Ma la vera lotta dovrà affrontarla Gemma, che finalmente scoprirà la verità non solo sulla nascita di Pietro, ma anche sull’abbandono di Diego.

Il film a mio parere rispecchia a pieno il libro, anche se in alcuni passaggi estremizza delle sensazioni e delle situazioni, lo fa con grande rispetto dei personaggi e della storia. Diego, interpretato da Emile Hirsch ( che avete già visto in “Into the wild”), è esattamente come me lo aspettavo, mentre Penelope Cruz nel Ruolo di Gemma mi ha stranita, ma solo all’inizio. Saadet Aksoy veste i panni di Aska meravigliosamente. Insomma, un lavoro ad opera d’arte. Ho pianto come una fontana e sono uscita dal cinema con il pugno allo stomaco che mi aveva colta durante la lettura. In particolare la scena di Diego sulla scogliera vale da sola l’intero film.

Non so se consigliarvi di leggere prima il libro o vedere il film, vi dico di fare entrambe le cose con la successione che più vi aggrada, ma fate assolutamente vostra questa storia.

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