#IJF13 DAY 3

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Sono in ritardissimo, oggi è lunedì e vi sto parlando della giornata di venerdi…perdonatemi ma arrivo alla sera davvero davvero stravolta!!! Non fate gli snob, la cultura affatica!! Comunque, venerdi è stata una giornata un po’ “sni” come dico io…perchè? ve la racconto!

Si inzia con una conferenza sulla questione israelo-palestinese, purtroppo estremamente deludente.. gli speaker erano anche di rilievo, ma le domande erano scontate e banali ( “secondo lei come si può appianare il conflitto?” wtf?!?!?!?!) , e non hanno quindi reso interessante la discussione, purtroppo.

Molto più vivace è stata invece la seconda conferenza, intitolata “Convergenze pericolose:giornalisti e comunicatori on-line un un’unica professione?” e tenuta da Anna Masera (social media editor de “la stampa”, che vi consiglio di seguire su twitter perchè è davvero spassosa) Daniele Chieffi (giornalista e scrittore), Luca Conti (fondatore pandemia.com e ottimo moderatore del panel), Manuela Kron ( direttore corporate affairs Nestlè) e Carola Frediani (giornalista freelance). Per una studentessa di scienze della comunicazione come me, la questione del limite tra marketing e giornalismo è particolarmente delicata. Siamo abituati a immaginare il giornalista “doc” con penna e taccuino come unici strumenti per “scoprire” le storie, ma la realtà è ormai ben diversa. Il giornalista non è più solo quello “investigativo”, ma un vero e proprio produttore di contenuti, che possono essere delle storie, dei reportage o anche la narrazione di un’azienda. Ci troviamo quindi di fronte ad una categoria che si sta svendendo? il dubbio assale anche me. Sarei più orientata a interpretare il lavoro di pubblicità, interazione dei social media, stesura di comunicati IMG_2045come quello dell’addetto stampa o dell’addetto alla comunicazione in generale. Usare il termine giornalista mi pare sviluente. Certo è che, con le nuove tecnologie, comunicatore digitale e giornalista dispongono dello stessa “cassetta di attrezzi” e inevitabilmente i due ruoli finiscono col mescolarsi, e chissà, probabilmente a collassare creando una nuova figura di giornalismo diversa dalle precedenti.

La conferenza successiva ha ristabilito la mia “corrente alternata” di interesse-attenzione. Nutrivo molte speranze per questo incontro dedicato al rapporto tra i movimenti di protesta in Russia e i Media. Anche qui, personalità di rilievo: in collegamento skype Natalia Sindeeva (Fondatrice di TVRain), Oliver Carrol (direttore di open democracy Russia), Anna Zafesova ( giornalista de “La Stampa”), Marcello Greco ( Tg5 ) e Svetlana Reiter (giornalista investigativa). Tema scottante, discussione insipida. Intanto non si è ben capito quale sia il reale livello di censura del paese: da una parte la Sindeeva diceva che sì, hanno subito “infilitrazioni” e qualche pressione da parte del governo, ma che si sono esaurite nel giro di un anno, e Carrol insisteva dicendo che le pressioni sulla stampa sono di carattere economico più che politico ( ma mi chiedo, se non ci sono sponsorizzazioni è perchè si ha paura di ritorsioni politiche, quindi è un’influenza del governo, seppur indiretta!!). Dall’altro lato Zafesova e Reiter insistevano sul fatto che il governo controlla il mezzo di comunicazione principale della Russia, che resta la televisione, e che una speranza concreta di rinnovamento esiste perchè i giovani ormai utilizzano internet per informarsi, e questo mezzo non è ancora sotto il controllo del governo… anche se, secondo Maxim Trudolyubov (Vedomosti) il Cremlino si sta mettendo al passo, e probabilmente la situazione russa si avvicinerà a quella cinese. Non uguale, ma simile. In tutto questo si è detto poco sui movimenti di protesta e sulle loro intenzioni politiche, a parte qualche parola spesa dall’editorialista di vedomosti che lo ha descritto come un movimento con una bassa organizzazione e volutamente non istituzionalizzato, perchè non vuole entrare nella politica (ricorda nessuno?????????), e proprio questa è la loro debolezza, poichè se si vuole cambiare il sistema, bisogna entrarci.

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Ma ragazzi, sarò sincera, io non aspettavo altro che la conferenza serale. “FattoTV: Media e Potere”. Ebbene si, trattasi della puntata in diretta del fatto quotidiano con il mio amatissimo, idolatrato, desiderato Marco Travaglio. Insieme a lui, Lirio Abbate ( “l’Espresso”), Peter Gomez (direttore de ilfattoquotidiano.it”) e Fiorenza Sarzanini (“corriere della sera”). Il filo rosso su cui i giornalisti hanno discusso era “il silenzio (dei media)” con un chiaro riferimento al recente ammonimento di Napolitano nei confronti della stampa italiana, che a suo parere dovrebbe evitare di infuocare gli animi e alimentare il dissenso. Personalmente non l’ho vista cosi male come i giornalisti che ho ascoltato: ritengo che, in un momento cosi difficile per il paese, la cui immagine all’estero è già estremamente ridicolizzata, scatenare una caccia alle streghe interna non ne giovi. IMG_2325Attenzione, non parlo di “silenzio stampa”, ma di attenzione a non cadere nel pettegolezzo. Informare è una cosa,  fare le comari è un’altra, e i giornalisti devono aver ben presente la differenza, poichè ora più che mai rivestono un ruolo di responsabilità davvero delicato. Il mio adorato Travaglio invece non l’ha presa bene, dichiarando tra le altre cose che “si parla di giornalismo investigativo, ma qui non viene accettato neanche il giornalismo compilativo”…si e no. Andando avanti la conversazione si è allargata ad argomenti più ampi come la libertà di stampa, la censura e l’autocensura, il coraggio di lottare per far pubblicare una notizia di cui si è certi e in cui si crede, e la potenza/pericolosità di internet. Insomma, per chi vuole fare questo mestiere, era il corrispettivo intellettuale di un enorme bacio perugina. Se siete curiosi di sentire con le vostre orecchie, eccovi il link al video ufficiale .

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Ormai vi sarete abituati ma… repetita iuvant: seguitemi su twitter e instagram @gaiafosca!!!

a presto!

NB. in questo post non tutte le immagini mi appartengono; in particolare la 2° e 4° sono prese da google, quella di travaglio e di intestazione dalla pagina ufficiale facebook del festival

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