ISTANBUL, DAY 4 & 5

Ormai sembra impossibile per me fare le cose nei tempi giusti…ma in fondo è davvero importante? quindi ecco la fine del mio ahime lontano viaggio a instanbul!

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Il 4° giorno abbiamo fatto una gita sul bosforo, scegliendo la compgnia IBO eil percorso T-1 che prevedeva un percorso con partenza da Kabatas e arrivo a Poyrazkoy, dove abbiamo sostato per fare il bagno del mar nero…percorso stupendo, poche soste ma ben pensate, pranzo incluso e davvero soddisfacente, guida simpatica e disponibile…quasi perfetto, se non fosse per il costo un po’ proibitivo ( 79 € per gli adulti, 55 € per i bambini dai 7 ai 12 anni), certo si tratta di un giro di 7h30, ma è comunque altino. Non è l’unica opzione possibile, ci sono altri itinerari proposti e al vostro hotel sapranno sicuramente consigliarvi anche altre compagnie per farvi trovare quello più adatto a voi. Spiegarvi tutto ciò che abbiamo visto è impossibile, diventerebbe un lunghissimo elenco privo di qualsiasi interesse, vi lascio quindi delle foto e ci vediamo un po’ più in basso per il 5° e ultimo giorno.

 

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Ed ecco la giornata di venerdi, passata a vedere le ultime cose. Innanzitutto l’IPPODROMO, del quale resta ben poco: solo due obelischi e la colonna serpentina di Delfi. Difficile immaginare come sia stato per secoli il cuore pulsante di Costantinopoli. Con i suoi 400 m di lunghezza per 120 di larghezza, che lo rendevano, allora, secondo solo al circo massimo di Roma, questo luogo non era solo destinato al divertimento, ha visto anche la formazione delle principali classi politiche di Bisanzio. Curiosità, a sinistra del palco imperiale stava la squadra “verde” in rappresentanza del popolo, mentre a destra sedeva la squadra “blu” che gareggiava per la classe dirigente. Curiosità: i celebri cavalli della basilica di San Marco provengono proprio da questo palco imperiale!

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Siamo poi andati a visitare la PICCOLA SANTA SOFIA, che a me ricordava più la moschea blu vista la decorazione degli interni, anche se ad essere precisi è stata eretta prima della sorella maggiore per volere dell’imperatore Giustiniano e dell’imperatrice Teodora nel VI secolo. E’ davvero suggestiva, essendo un mix tra l’arte bizantina degli elementi architettonici e l’arte ottomana visibile nella pittura. Carina, molto raccolta. Di fronte troverete un adorabile cortiletto con dei piccoli negozietti e un bar, dove pero non abbiamo fatto sosta, essendoci rimessi subito in cammino verso la tappa successiva.

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Abbiamo erroneamente riattraversato parte del gran bazaar scatenando le iree funeste di mia madre, ma una volta riorientati tutto è andato liscio. Superato il quartiere dei libri e dell’università siamo giunti alla MOSCHEA DI SOLIMANO IL MAGNIFICO. Al nostro arrivo era appena iniziata la preghiera, quindi abbiamo aspettato un’ora e mezza, ma è stato positivo, Ci ha permesso di riposarci un po all’ombra degli alberi del giardino e un po sotto il colonnato antistante. Un po pisolando, un po leggendo (io stavo leggendo “non lasciarmi” di cui vi dovrò assolutamente parlare) , abbiamo aspettato, cullati dalle note della preghiera. Una volta entrati, abbiamo trovato una suggestiva vivacità di colori: bellissime vetrate blu, cupola color salmone, decorazioni bordeaux, che, insieme al dorato delle grate che delimitavano la zona per le donne, creavano un particolarissimo gioco di luci.

 

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Ci siamo rimessi in cammino VERSO IL PONTE DI GALATA attraversando il bazaar egiziano, dove abbiamo comprato i tipici dolcetti per pranzare. Presi dall’entusiasmo abbiamo esagerato e ne abbiamo presi troppi, 3 a testa bastavano e avanzavano, infatti siamo rimasti un po “stomacati”. Per smuovere la mappazza, siamo entrati nella MOSCHEA NUOVA (YENICAMII), che mi ha completamente rapita. Il cortile era contornato da moltissime piante che ospitavano dei cinguettanti uccellini che contribuivano a creare un’atmosfera magica. Oserei dire surreale, visto che immediatamente fuori si è assaliti dal rumore del bazaar, del ponte e della piazza Eminonu , mentre in questo locus amoenus troverete solo pace e silenzio, conditi dall’odore del mare. Anche l’interno è davvero bello, le maioliche sono blu nella parte bassa,mentre salendo verso l’alto diventavano azzurre per poi arrivare ad una decorazione composta dai colori del bianco, del marrone  e ancora dell’azzurro (un po’ come nella moschea blu). Curioso vedere come un sacco di gente, con la scusa di andare a pregare, stesse schiacciando un pisolino.

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Dopo questa meraviglia abbiamo riattraversato il Ponte di Galata, stavolta però nella parte inferiore occupata da moltissimi ristoranti che sembravano invitanti….se sopportate la gran puzza di pesce!

Per arrivare alla TORRE DI GALATA, intraprenderete una scalata che sembra insormontabile, ma alla fin fine non lo è affatto…complici anche molti negozietti che rendono più sopportabile la fatica. L’ingresso alla torre è a pagamento, am non ricordo più quanto.Ad ogni modo, grande parte della “salita” si fa in ascensore,che vi portera fino al ristorante. Salite ancora un po’ e godrete di un panorama davvero mozzafiato su questa enorme città e piena di cose (alcune non le riconoscevamo). Essendo il balcone molto stretto ( poco piu di 30 cm secondo me) c’è scritto di girare in senso orario ma la gente ovviamente se ne frega, il che mi ha fortemente innervosita da brava precisina quale sono, ma vabbe!

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Ridiscesi, ci siamo bevuti del thè alla mela nel bar lì di fronte, sotto ad una pompeiana di piante che ho scoperto essere uva..quindi era un vigneto? bah

Dopodiche abbiamo attraversato la via dei musicisti, piena di bei negozi musicali e…anche di gran bei musicisti. Ci siamo divertiti a risalire istiklal caddesi con un piccolo bus del 1939 per poi ridiscenderla a piedi,fermandoci in qualche negozio e facendo un pochino di shopping. Ah,mio padre è anche riuscito a perdere la videocamera, ma anche a ritrovarla fortunatamente.

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Per concludere degnamente la nostra vacanza siamo tornati al “sultanahmet fish house” ( prof.ismail Gurkan Caddesi 14), come in partenza, che non ha assolutamente deluso le aspettative con il suo piatto “fish house special” la cui porzione è indicata per due, ma se non avete troppa fame va bene anche per tre.

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E cosi è finita la mia meravigliosa vacanza a Istanbul, città ricca di colori suoni e profumi. Spero di avervi trasmesso una parte della mia passione per questo angolo di mondo… e spero di potervi raccontare presto qualche altro luogo!!!

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