are we HUMANS…

..or are we dancers?

Music joke a parte, questa settimana sono finalmente riuscita a fermarmi un po’, e a godermi un po’ di tempo per me stessa. Ne ho quindi approfittato per vedermi la prima stagione di HUMANS. Ecco cosa ne penso!

La serie è abbastanza fresca: è stata trasmessa su channel 4 in UK nel giugno 2014. Spesso finche ero a Londra rimanevo catturata da questi enormi occhi verdi spalmati in gigantografia sui rossi autobus a due piani… e finalmente ho soddisfatto la mia curiosità. E non sono rimasta delusa.

La produzione britannica è un rifacimento di una serie svedese (che non conoscevo e non conosco tutt’ora), e analizza, in un futuro ipertecnologici, il ruolo della tecnologia nella vita domestica, in particola modo della robotica di “aiuto”.

Ma non si ferma lì. Durante gli 8 episodi emergono molti spunti di analisi della società moderna: quanto ci affidiamo alla tecnologia? quanto ci fidiamo di essa? ci allontana davvero dalla realtà e dalle relazioni vere, o diventa rifugio per chi è solo e spaventato? Temi che già avevamo discusso parlando del film “Her“.

Altro tema che ho trovato interessante è quello della tolleranza: in un mondo in cui ancora sono vivi i giudizi legati al colore della pelle o alle scelte di chi amare, quale livello di tolleranza ed apertura viene regalato ad un gruppo di robot..umanizzati?

Perche questo è il plot centrale (nessuno spoiler, si capisce al primo o secondo episodio): Esiste un gruppo di Synth diverso dagli altri, perché dotato di autocoscienza. Questi Synth speciali hanno sentimenti, emozioni, imparano dalla loro esperienza, esattamente come gli umani. Il gruppo si trova disgregato e separato all’inizio della serie, e cercherà di ricongiungersi per la durata degli 8 episodi. Sulla loro strada si troverà una semplice famiglia inglese, segnata da segreti e problemi, come tante altre, ma che saprà svolgere un ruolo fondamentale nella ri-unione della famiglia “robotica”.

Intrigante, fantascientifico, humans permette di buttare lo sguardo in un futuro che non è cosi improbabile,e e forse più vicino di quanto vorremmo. La fotografia è bella, racconta una Londra poco affollata (e forse per questo nient’affatto reale) e regala primi piani pieni intimi e realistici.

Devo dire che negli ultimi anni l’Inghilterra sta sfornando serie di un livello davvero alto: tra i miei preferiti sicuramente Peaky Blinders e Black Mirror, ma sono ben decisa a vedere anche Sherlock il prima possibile.

E voi l’avete vista? che ne pensate? quanto siete schiavi della tecnologia?

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