Dal duca bianco alla stella nera: i mille colori di David Bowie

GIF ad opera dell’illustratrice britannica Helen Green

Dal rosso e blu del fulmine di Ziggy al bianco del Duca. Dalle pailettes luccicanti a l nero minimalista. È stato luce e buio.

Dopo una lotta durata 18 mesi, il londinese David Robert Jones, in arte David Bowie, si è spento domenica 11 gennaio, all’età di 69 anni. Musicista, attore, produttore musicale, trasformista, creatore di mode: David Bowie era questo e molto altro.

È un figlio della borghesia londinese quando si presenta con “Space Oddity” nella seconda metà degli anni ’60 come cantautore, un po’ timido e riservato, con una pettinatura degna dei Beatles.

Sarà con gli anni ’70 che Bowie diventa protagonista della musica glam e fondatore di un movimento trasgressivo fatto di un apparenza provocatoria, lustrini, trucco e bisessualità. È l’epoca di Ziggy Stardust, uno dei suoi alter ego più famosi, un umano che grazie alla sua radio entra in contatto con forze di un’altra dimensione e interpreta i loro messaggi come rivelazioni spirituali, e se ne fa messia sulla Terra. Ed ecco quindi luci, colori, il rosso fiammante dei suoi capelli e il fulmine rosso e blu sul suo viso (opera di Pierre Laroche) che accompagnano canzoni come “Soul love”, “Star man” e “Rock’n’roll suicide”.

I suoi colori si sfumano, e la sua immagine diventa più raffinata negli anni 80, grazie alla nascita del “Duca Bianco”. Il rosso dei suoi capelli si attenua e la sua palette si riduce a colori minimalisti, bianco e nero. È un dandy romantico e struggente con una dieta a base esclusivamente di sigarette, peperoni, e latte quello che racconta i rimpianti per occasioni mancate e i ricordi malinconici di piaceri passati, come “Station to station” e “Stay”.

Con la trilogia berlinese ( “Low”, “Heroes” e “Lodger”), Bowie abbandona i fronzoli e si dedica alla sperimentazione musicale, regalando brani indimenticabili come “Heroes” con un’ immagine neoclassica ed elegante.

L’epoca di spolverini e tuxedo lo accompagnerà fino al suo ultimo album “Black star”, uscito il giorno del suo ultimo compleanno. Il disco e i due video estratti, “Black Star” e “Lazarus”, sembrano ergersi a testamento, a lettera di addio. Emerge un Bowie in colore scuro, ridotto all’essenziale vestendosi di una tuta nera che fa da tela alle sue grandi stranezze, ai suoi occhi di colore diverso. Bowie dice addio ai suoi fan attraverso le righe di “Lazarus”, mentre racconta del passero blu che, finalmente, vola via libero.

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