Snowden, con gli occhi di Oliver Stone

Traditore, ricercato, spia o eroe. Comunque la pensiate, il ritratto di Edward Snowden firmato Oliver Stone è da vedere.

Il film, nelle sale italiane dal 1 dicembre e presentato venerdì 14 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, racconta la storia dell’ex tecnico della Cia più ricercato d’America. Ripercorrendo tutte le sue tappe, emerge il lato più personale dell’uomo al centro del Datagate.

Un ragazzo schivo, timido, soprattutto patriota. Perché Snowden È un patriota, che dir si voglia. Costretto a lasciare l’esercito per motivi fisici, Ed vuole continuare a servire il suo paese, perché crede nell’America e nei valori che l’hanno fondata. Per questo cerca di farsi assumere dalla Cia. E anche perché, come dice durante il colloquio di lavoro, avere a che fare con documenti secretati “it’s pretty cool”. La sua carriera progredisce velocemente, tutti si accorgono che Snowden è una mente brillante, veloce, geniale. Man mano che scala la gerarchia, viene a contatto con sempre più segreti. E sempre più domande.

La chiave di svolta, è quando Ed scopre XKeyscore, uno dei programmi – insieme a PRISM e Tempora – utilizzati per sorvegliare e intercettare chiunque nel mondo. Non solo possibili terroristi, non solo target specifici, ma tutti. Il “trucco” è il Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA): un tribunale speciale segreto che non notifica ai sorvegliati di essere sorvegliati, e che permette, per associazione, di arrivare ad indagare anche sui familiari dei target, sui loro amici e sugli amici degli amici.

Snowden, interpretato benissimo da Joseph Gordon-Levitt, comincia a porsi delle domande morali, complice anche la fidanzata Lindsay Mills, a cui non rivela mai nulla ma che, con la sua mentalità progressista, sicuramente lo aiuta ad aprire un po’ gli occhi.

Come è andata a finire, lo sappiamo. Dopo aver ricoperto diversi ruoli all’interno dell’intelligence, Snowden decide che ciò che il governo sta facendo è sbagliato, e che il mondo debba sapere. Contatta quindi dei giornalisti del Guardian, Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e Laura Poitras (Melissa Leo). Il resto, è il Datagate.

Il film è costruito attentamente, non tralascia i dettagli della storia, dà molto spazio alla questione morale. Edward è dipinto in diversi ruoli, quello di tecnico, di ingegnere informatico, di fidanzato, e di cittadino americano.

Alla fine della proiezione, agli spettatori resta il giudizio: è un eroe della democrazia che vuole proteggere i diritti fondamentali dei cittadini americani, o è un traditore del suo paese che ha commesso spionaggio?

Qualche indizio su come la pensi Oliver Stone, probabilmente c’è.

 

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1 Commento

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Una risposta a “Snowden, con gli occhi di Oliver Stone

  1. Rieccomi! A proposito di trailer, mi hanno colpito molto questi:
    1)

    2)

    Che ne pensi?

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